CHI SIAMO
Da dieci anni Chorus è un luogo in cui si impara musica, ma non soltanto. La nostra offerta formativa spazia dalla musica classica a quella moderna, dal jazz alla musica elettronica, cercando di offrire a ciascun allievo la possibilità di trovare il proprio linguaggio e il proprio percorso. Grande spazio viene dato alla musica d’insieme, con band, cori e laboratori rivolti a bambini, ragazzi e adulti, perché crediamo che imparare a suonare non significhi soltanto acquisire una tecnica individuale, ma anche imparare ad ascoltare gli altri, confrontarsi e costruire qualcosa insieme.
Per noi non sono solo corsi: sono porte. In pochi arrivano a scuola sapendo già quale sarà il proprio strumento. Ci sono bambini che entrano convinti di voler imparare la batteria ed escono con un violino in mano, e adulti che scoprono da grandi le potenzialità della propria voce.
Il nostro obiettivo è costruire per ogni persona un percorso musicale personalizzato, senza limiti rigidi di età o di livello. Si comincia da bambini, anche nella primissima infanzia, e non si smette mai. L’idea che esista un’età giusta per iniziare, e soprattutto un’età oltre la quale sia troppo tardi, è uno dei pregiudizi che facciamo più fatica a sradicare.
Oggi il nostro team è formato da 28 docenti, tutti con una formazione professionale presso Conservatori o altri Enti di Alta Formazione e con una carriera artistica attiva. Crediamo che un insegnante debba essere prima di tutto un musicista, una persona che continui a studiare, suonare, sperimentare e confrontarsi con il mondo musicale contemporaneo. Lo scorso anno scolastico oltre 200 allievi hanno frequentato la scuola e si sono formate 8 band: numeri che raccontano la crescita della scuola, ma soprattutto la dimensione di comunità che negli anni si è venuta a creare. Chorus è inoltre una scuola di musica riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna.
La nostra parola chiave è accoglienza. C’è chi arriva per coltivare una passione, chi per condividere un’esperienza con altri, chi per prepararsi a un concorso o a un’ammissione e chi sogna di trasformare la musica in una professione. Per questo offriamo percorsi diversi, mantenendo per tutti un’attenzione comune alla qualità della formazione, alla tecnica, alla disciplina e alla consapevolezza.
In questi dieci anni abbiamo capito sempre di più che una scuola di musica non può essere semplicemente un luogo in cui si entra, si fa lezione e si torna a casa. La musica è un linguaggio, ma è anche educazione, disciplina, espressione e soprattutto relazione. Per questo abbiamo dato sempre più spazio alla musica dal vivo, alle attività sul territorio e alla dimensione sociale e culturale, fino alla nascita di “Chorus per il sociale”, con concerti, rassegne, progetti nelle scuole, attività rivolte a persone con disabilità psicofisiche e iniziative a sostegno delle situazioni di fragilità, come il nostro fondo per le borse di studio e la campagna “Suonati… si diventa!”.
Abbiamo ampliato l’offerta formativa seguendo l’evoluzione del mondo musicale e le esigenze degli allievi: abbiamo potenziato il dipartimento jazz, avviato vere e proprie jazz band e creato un dipartimento di tecnologie musicali dedicato alla produzione, alla registrazione e alla musica elettronica e contemporanea. Abbiamo scelto anche di valorizzare strumenti meno conosciuti, come l’arpa e la viola, perché crediamo che una scuola debba avere il coraggio di far conoscere ai ragazzi mondi che magari non incontrerebbero spontaneamente. La nostra idea è sempre stata quella di non scegliere tra “classico” e “moderno”, ma di farli dialogare.
Abbiamo imparato ad ascoltare anche le nuove generazioni: oggi un ragazzo può arrivare a scuola per imparare uno strumento, ma anche per scrivere una canzone, produrre musica, registrare o costruire un proprio progetto artistico. Parallelamente, però, è rimasta una certezza: imparare musica richiede tempo. In un tempo che ha promesso a tutti che tutto è immediato, uno strumento musicale resta una delle poche cose che non si possono accelerare. La tecnologia può offrire strumenti straordinari, ma non sostituisce l’ascolto, lo studio, la pratica e la relazione con gli altri.
Oggi, nel celebrare il nostro decimo Open Day, guardiamo al futuro con l’idea di diventare sempre più una “casa delle arti musicali”, un luogo nel quale la musica possa dialogare con altre forme di espressione. L’apertura del nuovo piano della scuola, con cinque nuove aule e nuovi spazi di condivisione, e l’ampliamento dell’aula studio rappresentano per noi qualcosa di più di una crescita strutturale: rappresentano l’idea di scuola che abbiamo costruito in questi anni, un luogo nel quale si viene per fare lezione, ma anche per stare insieme, studiare, ascoltare musica, confrontarsi e crescere.
In questi anni ci abbiamo messo tanto impegno e sacrificio, ma soprattutto tanto cuore. Abbiamo cercato di portare la musica alle persone e di fare in modo che ciascuno potesse sentirsi ascoltato e seguito nel proprio percorso. Il ringraziamento più grande va ai nostri allievi e alle loro famiglie, per la fiducia che ci hanno dimostrato.
Una delle soddisfazioni più grandi è vedere i bambini che arrivano piccoli, accompagnati dai genitori, diventare ragazzi e poi adulti; vederli migliorare, acquisire consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità, diventare progressivamente sempre più autonomi.
Perché, in fondo, crediamo che questo sia il senso del maestro: non creare dipendenza dal proprio insegnante, ma fornire gli strumenti giusti perché l’allievo possa, passo dopo passo, camminare con le proprie gambe.

