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“Il potere di sorreggere la musica, riempire, dare un senso all’armonia, stravolgerla, “distruggerla”. Il basso elettrico: quella “strana chitarra a quattro corde” che quando impari a conoscerne il ruolo e le potenzialità non c’è strumento che tenga.
Uno strumento giovane, che sviluppa il suo lato solistico negli anni ’70, introducendo nuove tecniche, aumentandone l’espressività e rendendolo ancor più affascinante”.
“Il contrabbasso è un po’ come un nonno, è il più grande della sua famiglia e quello con la voce più grave e profonda, quasi saggia. Come un avo, su cui tutti fanno affidamento, il contrabbasso sostiene l’orchestra armonicamente e ritmicamente, facendo “andare tutti insieme” (e d’accordo!).
Quando lo si suona, ricambia l’abbraccio con una vibrazione calorosa e ti ringrazia raccontandoti tante storie: alcune classiche, alcune jazz, alcune blues e alcune perfino un po’ rock ‘n roll.”

